I cookie sono delle piccole stringhe di testo (non necessariamente file all’interno del computer) inviate da un server a un client (quindi da un sito al visitatore) e successivamente rimandate indietro per la lettura da parte del server. Sono utilizzati in generale per ricordare le preferenze, i dati e le informazioni dei visitatori su quel particolare sito web (autenticazioni automatiche, lingua, grandezza e tipo di testo, località e molto altro), ogni informazione utile alla navigazione (o anche per fini statistici, e qui la legge intende agire) viene salvata, memorizzata e utilizzata ad ogni visita. Ne esistono di vari tipi:
- di sessione (che si eliminano alla chiusura del browser)
- persistenti (che si eliminano dopo un certo periodo fissato)
- first party (che sono soggetti e leggibili al solo dominio che li ha creati)
- third party (che sono creati e soggetti a domini esterni a quello cui stiamo visitando, l’esempio più noto è analytics).
Il vero obbiettivo della legge sono i cookie di terze parti (third party) che, essendo in spaventoso aumento, a livello di privacy e profilazione sono certamente dannosi (ma anche utili direi). Ognuno è libero di scegliere se volerli o no, indipendentemente dalla legge, attraverso le impostazioni del proprio browser. Per fare ciò andate nelle opzioni e cercate le impostazioni privacy per bloccare i cookie a seconda delle vostre preferenze (ogni browser è diverso, ma tutti i principali garantiscono questa possibilità, sono sicuro una semplice ricerca su Google sarà utile per risolvere).
Quali dovrebbero essere i siti soggetti a questo regolamento?
La risposta più semplice è: tutti i siti che fanno uso di cookie! Nel dettaglio, come spiegato prima, tutti i siti che utilizzano cookie non richiesti da un azione utente per soddisfarla correttamente. Quindi siti che utilizzano cookies di terze parti (social widgets come facebook o twitter, analytics, disqus ecc ecc) o che utilizzano propri cookies per tracking, analisi o affiliati senza una diretta accettazione.
NB: ovviamente è da precisare che la legge è diretta a tutti i siti comunitari, cioè la cui organizzazione/persona cade sotto la giurisdizione europea indipendentemente da dove è situato il proprio server.
Sul mio sito utilizzo “google analytics”, quindi il mio sito deve prevedere l’avviso?
Sì, praticamente tutti i servizi esterni devono essere accettati dal visitatore. Una piccola lista comprende: google analytics, adsense, google plus, facebook widgets (anche il semplice bottone mi piace), twitter widgets (anche il semplice bottone follow), sistema disqus, youtube, vimeo e qualsiasi altro servizio che utilizza cookie e potrebbe tracciare informazioni sull’utente.
Sul mio sito utilizzo i banner di “google adsense”, quindi il mio sito deve prevedere l’avviso?
Come da precedente domanda, la risposta è sì!
Sul mio sito utilizzo i vari bottoni “social” per la condivisione (G+, Facebook, ecc…) quindi il mio sito deve prevedere l’avviso? E’ possibile bloccare i cookies di questi servizi esterni ed attivarli solo dopo il consenso del navigante?
Anche qui, purtroppo, la risposta è di nuovo sì..il sito deve prevedere l’informazione e l’accettazione dei cookies esterni. Si è possibile bloccarli prima del consenso esplicito dell’utente, a tal proposito esistono in internet già molti plugin o semplici parti di codice da aggiungere al proprio sito per soddisfare la direttiva.
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